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Il linguista: chi ha ridotto gli studenti a "ragionieri" della letteratura? new

mercoledì 8/6/2011

Ora di italiano. In molti oggi si domandano se «smontare» un classico come avverrebbe di un motore in un’officina meccanica, pezzo dopo pezzo, scomponendo le pagine di un autore in un mix ampiamente debitore di suggestioni narratologiche, sociologiche e di strutturalismo a basso costo sia servito ad educare gli studenti alla lettura, favorendo un incontro personale con le pagine dei «grandi». Qualunque sia la risposta, la questione è controversa. Ilsussidiario.net ne ha parlato con Maurizio Dardano, linguista e docente emerito nell’Università di Roma Tre.

Professore, nella nostra scuola fare letteratura ha voluto dire per molti anni concentrarsi sull’analisi dei meccanismi che presiedono alla costruzione del testo letterario. Non si è esagerato?

Accanto ad una competenza grammaticale e lessicale ce n’è una testuale, e che si scoprano diversi aspetti del testo, riflettendo su di essi, è un fatto positivo. La cosa importante dell’analisi testuale è aver contribuito a far «entrare» studenti e insegnanti all’interno del testo. Più che vedere fatti «esterni» come si faceva un tempo - biografie degli autori, movimenti letterari, poetiche, rapporto con la storia per fare alcuni esempi - si è andati dentro il testo, studiandone il «funzionamento». Questo è un fatto positivo, purché sia gestito bene. Non sono mancati, è vero, aspetti ampiamente negativi.

(da «Il Sussidiario»)

 
 

In libreria

La lingua della Nazione

Laterza, Roma-Bari 2011

pp. 224, € 12,00

ISBN: 9788842096191

La lingua italiana ha dato modelli e vocaboli alle altre lingue e da esse ne ha ricevuti; è vissuta per secoli e vive tuttora accanto ai dialetti e infine, con l'Unità nazionale, è diventata la lingua di tutti.

È nell'evolversi dell'italiano che Maurizio Dardano ricerca l'identità della nostra nazione e attraverso un confronto fra la cultura alta e quelle subalterne (tradizioni, mentalità, costumi, abitudini) interpreta linguisticamente tutto ciò che ci appartiene: la cultura, il progresso delle conoscenze, il variare delle idee e delle ideologie, i contatti con l'Europa, la crisi della politica, gli stili di vita che cambiano.

(dal sito dell'editore Laterza)

 

 

Maurizio Dardano

Maurizio Dardano (Roma, 1935) ha insegnato, come professore incaricato, Filologia Romanza all’Università di Chieti dal 1966 al 1974; dal 1975, come professore ordinario, ha insegnato Storia della lingua italiana, prima presso l’Università “La Sapienza”, Roma; poi, dal 1992, presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Ha svolto lezioni e seminari in varie università dell’Europa, degli Stati Uniti e dell’Argentina. Ha scritto numerosi saggi riguardanti la storia della lingua italiana antica e moderna. In particolare si è occupato dell’ analisi della prosa letteraria dal XIII al XVI secolo, della questione della lingua nel Settecento e nell’Ottocento, di vari aspetti dell’italiano contemporaneo: la scrittura giornalistica, i linguaggi settoriali, la formazione delle parole, il prestito linguistico. Negli ultimi anni ha studiato gli aspetti formali della narrativa e della poesia italiana del Novecento. Oltre a numerosi articoli, si ricordano i seguenti volumi: Lingua e tecnica narrativa nel Duecento, 1969; G.I. Ascoli e la questione nella lingua, 1974; La formazione della parole nell’italiano di oggi, 1978; (S)parliamo italiano?, 1978; Il linguaggio dei giornali italiani, terza ed., 1986; Studi sulla prosa antica, 1992; Manualetto di linguistica italiana, seconda ed., 1996, Leggere i romanzi. Lingua e strutture testuali da Verga a Veronesi, 2008. Ha progettato e diretto il Nuovissimo dizionario della lingua italiana (Curcio, 1982). È coautore della Nuova grammatica della lingua italiana (Zanichelli, 1997). Negli ultimi anni ha pubblicato saggi riguardanti le laudi di Iacopone da Todi, l’Anonimo romano, il Decameron, il Tristano veneto, lo stile argomentativo della Commedia dantesca. Presso la Casa di Dante ha letto tre canti: Inferno XVII, Paradiso XXI, XXIX.

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